sabato 19 agosto 2017

SerialTeller #65 - Cari vecchi amici di Netflix [Defenders st.1]

SerialTeller

L'appuntamento di Stories. dedicato al piccolo schermo.

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In principio fu Daredevil: il mondo non credeva ai suoi occhi davanti a questa nuova sfumatura del mondo Marvel. Poco dopo arrivò Jessica Jones: no, non era un sogno ad occhi aperti e il MCU sul piccolo schermo di Netflix era un esperimento ben più che riuscito. Come da programma l'obiettivo si sposta su Harlem con Luke Cage: le luci tremolano e forse non va tutto perfettamente. Infine, Iron Fist: accolto ma poco amato. Quanto si poteva aspettare da The Defenders?

La nuova miniserie Marvel si apre con un inseguimento: Danny Rand (Finn Jones) sta cercando di catturare un nemico misterioso, sfuggente. Dietro alle mosse rapide dell'altro combattente si nasconde un volto conosciuto ma con una veste tutta nuova. Silenzio. Schermo nero. Sigla che mette la giusta carica con le cartine di New York che si illuminano gradualmente come tante lampadine che da troppo tempo aspettano di fare luce sul quartetto più atteso del piccolo schermo - almeno negli ultimi mesi. Perché, però, introdurre lo spettatore allo show con una sequenza dedicata ad Iron Fist, il supereroe considerato meno riuscito telefilmicamente parlando? Bella domanda. Anch'io, in principio, ero dubbiosa, titubante. Mossa azzardata oppure un suggerimento, un indizio su ciò che accadrà?

Defenders
Lingua originale: inglese
Stagione: 1
Genere: azione, supereroi, crime
A poche decine di minuti dall'avvio ho compreso che quella, probabilmente, è stata la prima di una serie di mosse vincenti. Defenders, infatti, nel primo paio di episodi reintroduce il personaggio di Danny attraverso aneddoti e racconti di terzi intervallati dai giusti spunti umoristici e dall'intrecciarsi dei suoi legami con gli altri. Gli altri: Luke Cage (Mike Colter) che dopo il carcere torna alla sua quotidianità e agli affetti in veste di eroe di quartiere, Matt Murdock (Charlie Cox) che, smesse le vesti di Daredevil, combatte a suon di arringhe in aula ma non riesce a sconfiggere i suoi demoni e, infine, c'è Jessica Jones (Krysten Ritter) - quanto mi mancava - che cerca nell'alcool i rimedi alle sue ferite nascoste. Solo un nuovo caso, un'ulteriore minaccia per farli rinascere e unire con un unico obiettivo: porre fine al dominio secolare della Mano che, finalmente, ha dei connotati ben precisi. E' la meravigliosa Sigourney Weaver a vestire i panni di Alexandra: altera, ricercata, spietata ma incredibilmente umana nella sua segreta malattia che muove  strategie ed aspettative. Bastano pochi gesti decisi e un portamento imperturbabile a renderla pericolosa al fianco della già nota Madame Gao a capo di un'organizzazione che vuole tra i suoi tentacoli proprio l'Iron Fist.

Nuova formula: 8 episodi che scorrono senza difficoltà o scossoni temporali. I personaggi sono già noti e tornano nell'episodio d'apertura come li avevamo lasciati. L'avvicinamento avverrà a piccoli passi, non alle prime puntate. Non è un "assemblaggio" in serie e nemmeno un raduno pianificato: prima di essere un quartetto ci sono la strana coppia Luke e Danny un po' in stile buddy movie e il duo a tinte crime investigative Jessica e Matt. 

Il quartetto riunito

Tutto è intrecciato, ogni tessera posata nelle altre serie è al suo posto. Tutto, tuttavia, è incredibilmente originale nella sua individualità. No, non serve perder tempo con discorsi con L'unione fa la forza, Tutti per uno e uno per tutti e così via.. Qui ognuno ha i suoi problemi, le sue paure e, soprattutto, le sue debolezze da comprendere e provare a superare. La Marvel fa questo con lo show e gioca con le difficoltà provate con Iron Fist e ironizza brillantemente sul personaggio. I diversi supereroi, invece, lottano per i loro ideali, le loro prospettive sulla città: New York, non un semplice sfondo di battaglie fracassone e galattiche ma un vero personaggio con i suoi oscuri vicoli e le sue flebili ma essenziali speranze sussurrate. Un accordo si troverà, un gruppo, informalmente, si creerà ma ogni componente saprà mantenere le sue peculiarità che trovano concretezza anche con una convincente colonna sonora ed un'accurata fotografia che esalta in base alle situazioni i colori simbolo di ogni personaggio: rosso, blu, giallo e verde.

Si potrà dire che molti aspetti potevano essere affrontati meglio e che, forse, ai personaggi secondari, quelli più apprezzati, si poteva lasciare più spazio. Il ritmo, però, c'è stato e pure incalzante considerato il mio record di bingewatching per questo show che, nonostante le perplessità su Iron Fist e Luke Cage, ha saputo coinvolgermi, appassionarmi e stupirmi con maestria, ancora una volta.

Voto stagione: 8



Fede Stories.

venerdì 18 agosto 2017

"21" di Robert Luketic

21

Titolo: 21

Un film di Robert Luketic con Jim Sturgess, Kevin Spacey, Kate Bosworth, Aaron Yoo, Liza Lapira, Jacob Pitts, Laurence Fishburn, Josh Gad, Sam Golzari

Genere: commedia, drammatico

Durata: 123 min

Ambientazione: Stati Uniti

Anno: 2008

Voto: 4/5

4

lunedì 14 agosto 2017

SerialTeller #64 - Traffici di famiglia [Ozark st.1]

SerialTeller

L'appuntamento di Stories. dedicato al piccolo schermo.

SerialTeller

Netflix, mese dopo mese, diventa sempre più incomprensibile. Mi correggo: imprevedibile. Nell'ultimo periodo la più frequentata piattaforma di streaming ha sorpreso tutti con cancellazioni inspiegabili (Sense8), liberandosi anche di titoli su cui aveva scommesso (The Get Down firmato Baz Luhrmann) e che hanno dato il via alle sue fortunate produzioni (Bloodline). Parallelamente si assiste a massicce campagne promozionali di serie tv come The Crown e The Defenders. Poi, nel mezzo del nulla estivo - se escludiamo l'attesa per le puntate del Trono - compare un nuovo show tra le ultime aggiunte. Si chiama Ozark, cosa sarà mai?

Un nome bizzarro, Ozark, per una serie altrettanto bizzarra per natura e premesse. Nato dalle menti di Bill Dubuque e Mark Williams, questo primo pacchetto di dieci episodi racconta la metamorfosi di un uomo comune, tale Marty Byrde. Il protagonista ha un valido lavoro come consulente finanziario a Chicago con un amico di vecchia data: briosa parlantina e prontezza intuitiva sono le sue armi più pericolose. La sua insospettabile figura, tuttavia, è coinvolta nei loschi affari del secondo cartello di droga più proficuo del Messico. Le sue tranquille dinamiche vengono sconvolte quando il boss Del scopre che qualcuno tra i suoi collaboratori ha rubato un'ingente quantità di dollari. Marty deve provare la sua estraneità dal fatto, deve rientrare nella grazie di Del dimostrando la sua fedeltà recuperano la stessa somma di denaro in poco tempo. Un compito difficile, forse addirittura impossibile considerando che i nuovi "ingresso" dovranno essere frutto di attività sul lago Ozark, luogo a chilometri di distanza da Chicago e frequentato unicamente da turisti nella stagione della villeggiatura.  Questa è la nuova casa della famiglia Byrde, due genitori e due figli che presto finiranno in un'inarrestabile spirale di eventi.

Inizia la puntata. Qualche ripresa aerea ad effetto. Un paio di dettagli misteriosi. Un tripudio di toni bluastri. Bom, schermo nero e compare una grande O bianca contenente quattro immagini indecifrabili che si rivelano essere indizi sul contenuto della puntata. E' questo il biglietto da visita di uno show che per la sua prima parte di episodi si rivela incomprensibile nelle sue macchinazioni e relazioni tra personaggi per poi rivelarsi in tutta la sua astuzia e solidità nella seconda parte. Ogni dettaglio non è casuale, è un ingranaggio ben posto, pronto a sostenere al momento giusto la narrazione.

Jason Bateman

Il nome di Jason Bateman potrebbe scoraggiare qualcuno e far alzare qualche sopracciglio. E' forse lui la grande scommessa (riuscita) di una serie che eredita caratteri e atmosfere di grandi successi conclusi (Breaking Bad) o crollati (Bloodline). Svestito dei suoi panni comici, è convincente nel suo essere compatito e contemporaneamente sospettato dallo spettatore. Intorno a lui un gruppo eterogeneo di figure di supporto capaci di dare il giusto contributo. Degna di nota la performance di Julia Garner nei panni di una giovane ma astuta ragazza del luogo con cui Marty dovrà fare i conti.

Consigliato se siete alla ricerca di una saga familiare insolita. Sconsigliato a chi cerca dinamismo e rapidità.

Voto prima stagione: 7 e mezzo

Fede Stories.

giovedì 10 agosto 2017

"Caccia al ladro" di Alfred Hitchcock | Thursday Classic

Caccia al ladro

Titolo: Caccia al ladro

Titolo originale: To Catch a Thief

Un film di Alfred Hitchcock con Cary Grant, Grace Kelly, Jessie Royce Landis, John Williams, Charles Vanel, Brigitte Auber

Genere: giallo

Durata: 102 min

Ambientazione: Francia

Anno: 1955

Voto: 4/5

4

"Ho lo stesso interesse per i gioielli di quanto ne ho per i cani di razza, la poesia moderna e le donne che cercano morbose emozioni, ossia nessuno."