martedì 6 marzo 2018

The Shape of Oscar! - I sogni (e i rimedi) del cinema

Tra poche sorprese e un clima teso ma mai scoppiettante, gli Oscar hanno celebrato un'altra ottima annata cinematografica.



Anche quest'anno, purtroppo, non ho potuto seguire e commentare live una delle notti più appassionanti per gli amanti del cinema. Come previsto, la mia permanenza in seggio tra matite rosse e blu e insulti su schede nulle mi ha tenuto lontana dal piccolo schermo. Come l'anno scorso ho potuto vivere live solo le ultime due premiazioni alternando la consegna di statuette a statistiche elettorali snocciolate nei programmi per l'occasione. Solo più tardi è stato possibile affrontare la visione dell'intera cerimonia, con la consapevolezza dei risultati, che si è rivelata piuttosto canonica con la conduzione di Jimmy Kimmel, senza infamia né lode. Forse sì, un po' di noia. All'alba del giorno dopo la trasmissione si registra l'ennesimo calo degli ascolti che fa riflettere: serve forse una piccola rivoluzione per questo (in)tramontabile rito?

Jimmy Kimmel
Fonte: RocketNews
Questa 90esima edizione degli Academy Award, infatti,scorre liscia senza intoppi ma, soprattutto, senza troppe sorprese. Meglio precisare: le sorprese ci sono state.... ma in categorie in cui era meglio non ci fossero! L'aspetto più insolito, però, è la varietà di film premiati, segno di un'annata caratterizzata da film di qualità ma anche di una grande indecisione all'interno dell'Academy nel definire un unico film capace di rappresentare un'intera stagione. Un La La Land della situazione, insomma. Okay, ora probabilmente la sottoscritta farà la figura della polemica di turno ma questa cerimonia di premiazione ha lasciato diverse perplessità. L'impressione è che l'olimpo di Hollywood abbia semplicemente voluto rimediare alle sviste delle passate edizioni. Nella prima celebrazione di puro cinema, dopo la bufera delle accuse di molestie, le statuette più bramate del pianeta hanno preferito celebrare il sogno e la magia piuttosto che evidenziare ulteriormente temi e problematiche più potenti supportati da validissimi film.

90th Oscars
Fonte: The Verge

La forma dell'acqua
Come detto in precedenza, non c'è stato un vero trionfatore. Il film che può essere considerato il vincitore di questa edizione nel suo complesso è, tuttavia, The Shape of Water che ha concretizzato 4 delle sue 13 nomination: miglior film, miglior regia, migliori scenografie e migliore colonna sonora. I due premi più importanti sono quindi finiti tra le mani di Guillermo del Toro, terzo regista messicano premiato in quattro anni. Si è celebrata la magia della sala cinematografica nella sua forma più naturale e, in particolare, d'intrattenimento. Ho apprezzato moltissimo il film di del Toro e sono stata felice alla notizia di così tante candidature. Tuttavia, avrei preferito altri titoli per le quattro statuette sopra citate. Sono state, inoltre, conferme, premiazioni ampiamente previste dai bookmaker che vanno incontro ad una grandissima accoglienza nelle sale dimostrata dal pubblico di ogni nazionalità. Riconosciamo questo grandissimo merito: l'ultima creatura di del Toro ha saputo unire in un periodo in cui è difficile trovare posizioni comuni.

Lo stesso si può dire di Coco, premiato per miglior film d'animazione, che conferma la supremazia della Pixar in questa categoria. Peccato per Loving Vincent, sognante e poetico. Il premio per il miglior documentario è stato, forse, l'unica vera frecciatina irriverente simil-politica: è stato assegnato a Icarus, produzione che approfondisce lo scandalo politico-sportivo del doping russo. I grandi ignorati o, peggio, esclusi delle principali categorie hanno potuto farsi valere a modo loro nelle categorie tecniche: Dunkirk (miglior montaggio, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro), Blade Runner (migliore fotografia, migliori effetti speciali) e Il filo nascosto (migliori costumi). In quest'ottica fa discutere la migliore sceneggiatura originale di Get Out, un film irriverente ma non ai livelli dei suoi contendenti ben più incisivi. Giusto ma non esaltante l'unico premio (più o meno) tricolore di Call Me by Your Name: la migliore sceneggiatura non originale è quella del novantenne James Ivory.

Fonte: ETW
Allora cosa si può veramente apprezzare di questa 90esima edizioni dai toni un po' più smorzati del solito? Il grande pregio è stata la sua sommessa astuzia nel premiare l'arte della recitazione. I premi per le quattro categorie attoriali, infatti, hanno saputo celebrare grandi interpreti, non semplici star del momento o fenomeni passeggeri. Sì, sono stati prevedibili e, forse, i trascorsi hanno avuto un certo peso nelle scelte ma hanno confermato l'altissimo livello della componente attoriale attiva in questi ultimi anni. Le quattro cinquine erano popolate da nomi in gran forma e da attori che non solo hanno dato vita a grandi personaggi ma che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco con carriere, più o meno lunghe, con ruoli complessi frutto di profonde riflessioni e di grandi crescite personali.

Fonte: Nola
Le statuette destinate agli interpreti hanno così incoronato i quattro veri sovrani del cinema della scorsa stagione. Frances McDormand (migliore attrice protagonista) e Sam Rockwell (migliore attore non protagonista) hanno rappresentato al meglio quel piccolo capolavoro di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, ritenuto dall'Academy, forse, poco rassicurante come miglior film per il grande pubblico. Seguono a ruota Allison Janney (migliore attrice non protagonista), irriverente e controversa madre di I, Tonya lontana dai canoni a stelle e strisce, e  Gary Oldman (migliore attore protagonista), discusso e complicato Winston Churchill ne L'ora più buia.

Fonte: Rolling Stones

Si conclude, quindi, un'edizione lineare, più coraggiosa nelle scelte degli interpreti da premiare che nei film più rappresentativi

MIGLIOR FILM

MIGLIORE REGIA
Guillermo del Toro - La forma dell'acqua

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Frances McDormand - Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Gary Oldman - L'ora più buia

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney - Tonya

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE

MIGLIORE CANZONE
Remember Me - Coco

MIGLIOR FILM STRANIERO
Una donna fantastica

MIGLIORE FOTOGRAFIA

MIGLIORE SCENOGRAFIA

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI

MIGLIOR MONTAGGIO

MIGLIOR SONORO

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO

MIGLIORE COLONNA SONORA

MIGLIOR MAKE UP E HAIRSTYLE
L'ora più buia

MIGLIORI COSTUMI
Il filo nascosto

MIGLIOR DOCUMENTARIO

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Heaven is a Traffic Jam on the 405

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
The Silent Child

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
Dear Basketball


A breve i vincitori del TOTO-OSCAR verranno contattati via mail quindi... controllate attentamente la vostra casella personale: potrete trovare delle sorprese!

Segui Stories anche su Facebook, Twitter e Instagram

Fede Stories.

10 commenti:

  1. Un'edizione che mi ha lasciata felice come poche, non ho davvero nessuna rimostranza da fare!
    Credo di avere anche azzeccato tutti i pronostici necessari per il Toto-Oscar ^__*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da grande fan di Del Toro, immagino tu sia stata più che felice della vittoria tutta messicana alla regia! :D
      Pronostici azzeccati alla grande!

      Elimina
  2. Tutto sommato è andato tutto bene, ma soprattutto che tutto è filato liscio ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, nessuna busta è finita tra le mani sbagliate al momento degli annunci dei vincitori :D

      Elimina
  3. IO al seggio facevo il segretario e con tutto quello che ho avuto da scrivere ho avuto per due giorni il gomito destro infiammato.

    E quindi questi Oscar benissimo, almeno per quanto mi riguarda,forse una delle poche volte in cui chiunque avesse vinto mi sarebbe andato bene - tranne The Post eheheh -.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Urca, tra buste, tagliandini, timbri e firme immagino il caos!
      Io qualche premio l'avrei cambiato ma, tutto sommato, è andato tutto per il verso giusto :D

      Elimina
  4. Un'ottima annata? Veramente? Io invece l'ho trovata un'annata senza guizzi e senza troppe emozioni. La favola di The Shape of water mi ha lasciato abbastanza freddo. L'anno scorso almeno c'era quella meraviglia di La la land!
    Comunque, questo è il mio primo commento, quindi ne approfitto per farti i complimenti e per presentarmi: sono un novello blogger e ti aspetto, se ti va, sulle mie pagine!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Carlo, benvenuto su Stories! :D
      Personalmente ho apprezzato moltissimo questa stagione. Non nego, comunque, che sia mancato il titolo capace di catalizzare l'attenzione, di concentrare su se stesso ogni curiosità e aspettativa ripagandola. Eh sì, forse con questa prospettiva tutto appare ridimensionato ma, pensandoci bene, chissà quanto dovremo aspettare per un altro travolgente fenomeno della portata di "La, La, Land"!
      Certo, passo subito sulle tue pagine e spero di rivederti in questo angolino per condividere la passione per il cinema e - perché no? - confrontarsi soprattutto su posizioni differenti :)

      Elimina
  5. Anch'io ero pronta a non vedere gli Oscar per i seggi e invece non servivo più e quindi niente.. o meglio, penso tu sappia come funziona, mi ero messa in lista come sostituta, ma niente! Quindi li ho potuti vedere in diretta, ma da sola non è stato lo stesso (di solito organizziamo una seratona con schifezze con mio fratello!)! Sono molto contenta per Guillermo del Toro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Capisco! Anch'io quest'anno ero sostituta e all'ultimo un ragazzo ha rinunciato... e così ho vissuto in prima persona sia la maratona elettorale - su piccola scala con 800 votanti - che il finale della notte degli Oscar :D
      Ogni anno mi riprometto di organizzare una seratona per l'evento ma un anno per gli esami e l'altro per il voto, i miei piani naufragano sempre miseramente :(

      Elimina