martedì 5 dicembre 2017

"Assassinio sull'Orient Express" di Kenneth Branagh

Assassinio sull'Orient Express

Titolo: Assassinio sull'Orient Express

Titolo originale: Murder on the Orient Express

Un film di Kenneth Branagh con Kenneth Branagh, Penelope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Michelle Pfeiffer, Daisy Ridley, Lucy Boynton, Sergei Polunin, Olivia Colman

Genere: thriller

Durata: 114 min

Anno: 2017

Voto: 3,5/5

3 e mezzo



Anni Trenta, epoca segnata dalle paure portate dalla prima guerra mondiale ma ancora ignara degli orrori della seconda, decennio di forti contrasti e istintivi tumori. In questo lontano periodo Agatha Christie compra al suo Hercule Poirot (qui Kenneth Branagh) un biglietto insanguinato per l'Orient Express, il leggendario treno per i lunghi viaggi da Istanbul a Parigi. A bordo delle scintillanti e curate carrozze del convoglio, un gruppo variegato di personaggi: dall'esuberante signora Hubbard (Michelle Pfeiffer) al cupo mr. Ratchett (Johnny Depp) passando per l'austerità della contessa Dragomiroff (Judi Dench) e la freschezza della giovane signorina Debenham (Daisy Ridley). Un segreto si cela tra le cabine dell'Orient Express e si sa che, nel mondo dei gialli, ogni segreto spesso porta con sé un ingegnoso omicidio.

Il cast all star

Branagh, alla regia e dietro i baffi di Poirot, nel 2015 accetta una grande sfida cinematografica. Ha tra le sue mani quello che viene considerato un capolavoro di un genere letterario e ha a disposizione un cast a dir poco stellare. Su tutto, un'ombra: l'"ingombrante" adattamento del 1974 diretto da Sidney Lumet che vanta il premio Oscar per l'interpretazione di Ingrid Bergman. Grandi aspettative, quindi, ma anche molte penne e tastiere pronte ad analizzare al fotogramma il nuovo adattamento incriminato. Finalmente viene rilasciato il trailer: un vagone ricco di potenzialità, con interessanti spunti visivi e narrativi da approfondire e... Believer degli Imagine Dragons? La scelta di queste note per la presentazione del lavoro lascia non poche perplessità che sembrano supportare i più sospettosi.

Allo spegnersi delle luci in sala, però, i sospetti si spostano sui passeggeri del vagone di prima classe dell'Orient Express. Un gruppo nutrito di attori dalle differenti carriere e background. Il problema era trovare un punto di equilibrio, dando il giusto spazio ad ogni personaggio. Con le prime sequenze, il regista e lo sceneggiatore Michael Green chiariscono ogni dubbio sulla loro "soluzione" mettendo al centro della narrazione Poirot con i suoi piccoli gesti - mai troppo appesantiti - che riflettono la sua concezione del mondo come scontro/confronto tra estremi: giusto e sbagliato, colpevole e innocente inquadrano ogni azione umana. Il caos non è ammesso e l'intuito del belga veglia proprio su questo ordine prestabilito. Aggiungendo insolite ma curiose sfumature emotive e tratti action, il detective nella sua versione più 'moderna' è assoluto protagonista.

Hercule Poirot

Se il protagonista con le sue celluline grigie pone l'accento sul suo metodo e pensiero, il tema principale del dilemma giustizia/vendetta perde una parte della sua forza originaria alla base del libro e del film di Lumet. I diretti interessati e, forse, colpevoli di questa mancanza sono i sospettati. Il cast non è riuscito a regalare un'interpretazione corale d'effetto: è mancato il giusto grado di alchimia fra i personaggi che sostengono collettivamente l'ambiguità degli avvenimenti solo attraverso pochi giochi di sguardi. Non tutti, poi, brillano ugualmente. Tra tutti, infatti, si distinguono brillantemente Michelle Pfeiffer e la sorpresa Daisy Ridley che mettono in ombra gli altri interpreti tra cui figura una deludente Penelope Cruz. 

Con qualche perdonabile strappo alla regola dell'enigma a camera chiusa, il regista britannico confeziona un film elegante e classico, divertendosi con riprese insolite e qualche piano sequenza e intrattenendo con un buon ritmo capace di coinvolgere sia i neofiti che i più grandi appassionati del genere. In sintesi: Branagh rielabora i personaggi e i temi rimanendo fedele allo spirito della storia senza tempo di Agatha Christie.

Fede Stories.

6 commenti:

  1. Questo film non mi attira per nulla, anche se apprezzo Kenneth Branagh come regista e attore.. Spero che sta volta Johnny Deep sia meno gigione del solito

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    1. Ciao Fabrizio! Guarda, Johnny mi è piaciuto, non troppo, ma abbastanza. E fidati: è uno dei miei bersagli preferiti per le critiche ;)

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  2. A me incuriosisce, nonostante non ho letto ancora nessun romanzo della Christie. Ma tra poco mi accingerò a farlo :)

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    1. Il romanzo è tra i miei preferiti della Christie (il top rimangono, però, Dieci piccoli indiani e L'assassinio di Roger Ackroyd). Te lo consiglio comunque: perfetto per l'inverno che si avvicina ;)

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  3. Come scriverò presto... dalle mie parti, questo più che un film è un'operazione commerciale che ha il merito (enorme!) di riportare la gente in sala. E di questi tempi ce n'è tanto bisogno!
    Un film che va visto più con gli occhi dello spettatore che del critico, e che con eleganza e garbo ti trascina in un'epoca (e un cinema) che non ci sono più...

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  4. Ciao Kris! Hai perfettamente ragione: questo è un film che, con i suoi pregi e difetti, ricrea anche quella magia d'altri tempi che, negli ultimi tempi, raramente si vive al cinema :)

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