sabato 28 gennaio 2017

Tra schermo e realtà #4 - L'ironia di Florence

I film ispirati alle storie vere sono da sempre una grande passione dell'Academy che, ogni anno, nelle sue nomination include parecchi titoli di questa categoria. Quest'anno non fa eccezioni: scopriamo uno di questi film con Tra schermo e realtà!

L'ironia di Florence
La più apprezzata attrice di sempre è la peggior cantante della storia

La ventesima candidatura agli Oscar di Meryl Streep non è passata inosservata. Questa ennesima nomination si aggiunge ad un curriculum semplicemente mostruoso. Qualcuno la giudica "sopravvalutata", qualcun altro la vede come "una delle maggiori star di Hollywood", io la vedo semplicemente come una delle mie attrici preferite. Certo, forse non così "semplicemente". Insomma, ognuno ha una diversa prospettiva su un artista ed il suo talento. Si potrebbe quindi dire che la bravura è qualcosa di soggettivo: dopotutto, in base a che criterio un cantante può essere giudicato il peggiore del monde?

Titolo: Florence
Genere: commedia, biografico
Anno: 2016
La storia, tuttavia, ha regalato a Florence Foster Jenkins il non tanto ambito titolo di "peggior cantante di sempre". Beh sì, un cantante può essere stonato, può avere uno scarso senso del ritmo, può provare fatica nel tenere una nota. Un mix di tutto questo, però, è letale per un cantante. La suddetta Florence, inconsapevole delle sue scarse abilità, è riuscita comunque a costruire un'incredibile carriera e popolarità. Dopo aver dimostrato in giovane età un buon talento da pianista, dal 1912 inizia ad esibirsi in scintillanti sale da ballo newyorkesi. Curiosamente le sue esibizioni registravano sempre il tutto esaurito. Questo interessante paradosso viene esplorato nell''ultimo lavoro di Stephen Frears, un bio-pic che, per raccontare la vita di questo personaggio assurdo al limite del credibile, schiera un imponente cast stellare.
Il regista di The Queen e Philomena torna a dirigere un film che ruota intorno ad una straordinaria ed incredibile protagonista: sarà riuscito a soddisfare le aspettative portando e rielaborando sul grande schermo una storia con ottime potenzialità? I rischi non erano pochi.

Il più grande pericolo per narrazione di questo genere è quello di scadere nel ridicolo o banale. Il risultato, in sintesi, poteva essere una discutibile parodia di dubbio gusto. Non è successo questo semplicemente grazie ad una più che buona - l'ennesima - prova attoriale di Meryl Streep. Ha qualcosa di ironico la scelta di questa attrice per questo ruolo ma, a visione conclusa, è chiaro che solo lei poteva dare vita ad un personaggio istrionico, follemente convinto delle proprie capacità al punto da negare l'evidenza. La Streep riesce a suscitare nello spettatore emozioni contrastanti: si è, infatti, indecisi tra ridere davanti a esilaranti esibizioni canore oppure provare tristezza per una donna incapace di vedere la realtà con obiettività. L'attrice statunitense veste perfettamente i costumi, splendidamente curati, di questa strana figura anche se, a mio parere, nella seconda parte in alcuni passaggi carica un po' troppo il personaggio.


Florence si muove a suo agio in una New York animata da brillanti occasioni mondane che si alternano a paradossali lezioni di canto. Ovviamente il suo sogno di diventare una grande cantante lirica doveva essere astutamente alimentato da persone fidate a lei vicine. Su tutti spicca chiaramente il marito manager St. Clair Bayfield, interpretato da Hugh Grant. Con un passato da attore shakespeariano, quest'uomo sostiene e segue Florence in ogni suo desiderio ma alle sue spalle la tradisce con Kathleen. Il rapporto dei due coniugi viene rappresentato in maniera interessante dando sempre l'opportunità allo spettatore di dubitare di uno dei due protagonisti. Grant regge il ruolo ma non eccelle. L'attenzione, infatti, è catturata soprattutto dal pianista di Florence, Cosmé McMoon. Il musicista, interpretato da Simon Helberg, incarna in maniera divertente tutte le possibili reazioni incredule al suono della voce di Florence.

Avvolto da spesse atmosfere che ricordano vagamente Woody Allen e da una fotografia a tratti accecante, il film si rivela una visione gradevole pur non riuscendo a risultare particolarmente originale. La narrazione, infatti, segue senza particolari cambiamenti il classico schema dei film biografici. Consigliato soprattutto agli amanti del genere.

Voto: 3/5



2 commenti:

  1. Questa volta la Streep, che giudico sì Dio in terra, non l'avrei candidata. Avrei fatto spazio alla Adams. Però film nostalgico, leggerissimo ma non troppo, con una protagonista così brava questa volta da fare posto anche agli altri. Grant, ad esempio, lo avrei candidato: invecchia a vista d'occhio, diventa più convincente, se lo meritava. :)

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    1. Concordo pienamente sulla Adams: Altro che Leonardo DiCaprio ed il suo complicato rapporto con gli Oscar! ;)

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