sabato 10 dicembre 2016

Tra schermo e realtà #2 - Il peso di The Crown

I rintocchi del Big Ben ci ricordano che è ora di una nuova puntata della rubrica Tra schermo e realtà, lo spazio che ogni due settimane accoglie piccole o grandi storie che hanno incontrato il mondo del cinema e della televisione.
Il peso di The Crown
Una donna, una dorata corona e tradizioni secolari in una decina di episodi
Londra, la controversa capitale del Regno Unito, esercita da sempre un grande fascino su cinefili e non. Ogni suo angolo ha una storia da raccontare, ogni sua strada rievoca solide tradizioni, ogni suo simbolo ricorda l'importanza della monarchia inglese e del suo legame con i sudditi della corona. L'ultimo elegantissimo prodotto di Netflix non si concentra, quindi, su una figura poco conosciuta bensì su una grande protagonista della storia del Novecento che tuttora riesce a lasciare il segno giorno dopo giorno. Il produttore e creatore della serie, Peter Morgan, si mette così a dura prova con una lunga storia ricca di potenziale ma anche disseminata di letali rischi.

Titolo: The Crown
Genere: drammatico
Lingua originale: inglese
Stagione: 1
Ovviamente si sta parlando di The Crown, una degli show più interessanti di questo 2016 che si sta velocemente avviando ad una conclusione. Il progetto è a dir poco ambizioso: l'idea, infatti, è quella di raccontare decennio dopo decennio (attualmente le stagioni previste sono sei) il lungo regno della regina Elisabetta II. Ogni episodio - della durata di circa 60 minuti - affronta momenti cruciali della vita politica e, soprattutto, privata della longeva monarca che tra il ventesimo e ventunesimo secolo ha assistito - spesso dando un significativo contributo - ad alcuni dei più importanti avvenimenti della Storia, quella con la S maiuscola.
Come detto poco sopra, è importante evidenziare i non indifferenti pericoli di questa colossale produzione che può vantare l'esoso record di show targato Netflix più costoso di sempre con un budget che si aggira intorno a numeri con 9 stratosferiche cifre. Da questo primato derivano grandi responsabilità. La monarchia inglese, nello specifico i Windsor, nel corso della sua vita ha affrontato numerosi alti e bassi tra ovazioni e scandali. Questi ultimi, come prevedibile, sono stati spesso accuratamente nascosti. La serie aveva il difficile compito di trovare il giusto equilibrio nel raccontarli e nel portarli sullo schermo: non troppo superficiale, non troppo liberamente rielaborati. Insomma, solo un grande team poteva portare alla vittoria The Crown.

Difficile trovare un difetto ad una serie che esplora un universo vastissimo mostrando leggendarie personalità attraverso le loro imperfezioni. Banale e azzardato pensare che dietro a quei luccicanti gioielli e ad una dorata corona - esplorata in ogni dettaglio nella solita sigla d'impatto che vanta un accompagnamento musicale firmato Hans Zimmer - si trovino solo gloria, rispetto e incrollabile certezza.
No, la corona ha un terribile peso dovuto a tremende responsabilità, difficili decisioni, pettegolezzi, critiche, pregiudizi, tensioni.. la lista potrebbe continuare all'infinito. Sin dal primo episodio si intuisce quanto questa serie si concentri sulle persone e non sui personaggi, andando oltre a banali e stereotipate rappresentazioni. Nella sequenza di apertura si presenta subito il fulcro della narrazione, il legame di Elisabetta con Filippo di Edimburgo, un rapporto strettamente dipendente dai segreti e dai sussurri che scorrono nelle vene della famiglia reale. La partenza catapulta lo spettatore in un periodo che sembra promettere pace: il secondo sanguinoso conflitto mondiale si è concluso e, con re Giorgio VI (uno splendido ed essenziale Jared Harris) al potere, la discussa abdicazione di Edoardo VIII sembra un lontano ricordo destinato a rimanere sepolto dalla polvere del tempo. L'improvvisa morte di Giorgio, tuttavia, rimette in discussione il ruolo della monarchia e ricopre la giovane ed inesperta Elisabetta di pesantissime responsabilità. The Crown trova il suo punto di forza e di distinzione in una strepitosa protagonista, Claire Foy. La trentaduenne di Stockport mette in scena una giovane donna in continua evoluzione, costantemente in conflitto con se stessa. La sua non si può definire una interpretazione esplosiva: ogni suo gesto o affermazione è posato, lieve ma, soprattutto, silenzioso mai eccessivo. Con una invidiabile compostezza e naturalezza, l'attrice inglese rappresenta perfettamente le difficoltà e le fatiche incontrate da una ragazza semplice e a volte ingenua che ha dovuto conquistare gradualmente e con impegno il consenso del popolo.

La figura giovane e in evoluzione di Elisabetta si contrappone a quella solida e determinata di Winston Churchill, settantasettenne giunto al secondo mandato come Primo Ministro. John Lithgow dà vita ad un uomo che si avvicina al tramonto della sua carriera politica ma che ha ancora in serbo numerosi progetti - e speranze - per il futuro del Regno Unito, un personaggio ancora pieno di energia nonostante l'età. E' quindi comprensibilmente interessante osservare lo scontro/incontro tra lui ed una Elisabetta II poco abituata alle rigide etichette a cui sono sottoposti i colloqui tra leader politici. La figura di Churchill è sempre brillantemente in bilico tra il ruolo di mentore e quello di suddito scettico. Un personaggio, inoltre, pieno di contrasti: significativo lo splendido episodio a lui "dedicato", Assassini, grazie al quale sono venuta a conoscenza del curioso aneddoto legato al ritratto realizzato da Graham Sutherland.

Ambientazioni affascinanti, location eleganti e raffinate, ricostruzioni fedeli ma non per questo insipide e, soprattutto, dialoghi avvolgenti e necessari, mai eccessivi. Tutto in The Crown si avvicina alla perfezione. Il grande merito dell'ottimo risultato è senza alcun dubbio da attribuire non solo a  dei protagonisti eccezionali ma ad un insieme di attori capaci e talentuosi, in grado di dare profondità a diversi personaggi con gesti naturali e convincenti. Non sono poche, infatti, le figure secondarie che, puntata dopo puntata, riescono a stuzzicare la curiosità del lettore spingendolo, almeno una volta, a navigare su Wikipedia per scoprire la loro sorte.

Da recuperare senza ulteriori esitazioni!

Voto prima stagione: 9 +


2 commenti:

  1. Ciao Fede! Bellissima recensione :) Questa serie mi ispira particolarmente e sapere che esplosa un decennio a stagione mi intriga ancor di più!

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    1. Ciao :D
      Sì, questa struttura secondo me permette di approfondire al meglio i diversi avvenimenti del regno di Elisabetta II!

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