venerdì 23 dicembre 2016

SerialTeller #48 - Una paio di Clarks e un loden per l'inverno [Rocco Schiavone st.1]

Buonasera lettori!

Il 2016 è ormai agli sgoccioli ma ha ancora in serbo alcune sorprese. Prima della fine dell'anno spero di condividere con voi ancora alcuni pensieri sparsi sulle serie tv della stagione. Questo SerialTeller è dedicato ad una piccola grande sorpresa in questo campo.


Sta arrivando il temibile momento dei bilanci di fine anno. Nelle prossime settimane ci sarà più spazio per post dedicate a classifiche o simili. Tuttavia, si può affermare, senza troppi problemi, che quest'annata, nel bene o nel male, ha segnato profondamente il piccolo e grande schermo tricolore. Non sono poche, nello specifico, le serie tv che hanno portato una ventata d'aria fresca nel panorama televisivo dello Stivale. Un titolo come The Young Pope, di cui vi ho parlato poco tempo fa, si è subito posto in maniera alternativa nei confronti del pubblico, portando novità. Uno come Rocco Schiavone, invece, ha saputo rielaborare con astuzia quanto viene già abitualmente mostrato nei palinsesti delle varie reti.

Titolo: Rocco Schiavone
Genere: poliziesco, drammatico
Lingua originale: italiano
Stagione: 1
Come si può dire di aver adorato un poliziesco? Italiano, per di più. Insomma, si rischierebbe inevitabilmente di essere considerati pazzi. Si tratta, infatti, di un genere abusato, considerato di facile consumo e comprensione, spesso etichettato di serie b. Parlando di questo genere denigrato e bistrattato, bisogna però considerare che è anche particolarmente difficile rivoluzionarlo. Difficile trovare il modo di farlo.
Rocco Schiavone trova la giusta via grazie ad uno straordinario attore protagonista, un interprete unico nel suo genere che apprezzo sempre più film dopo film, serie dopo serie. La grande forza di questa serie è infatti l'inimitabile Marco Giallini che, grazie anche all'ottima prova in Perfetti Sconosciuti, conclude il 2016 con invidiabili aggiunte nel suo già corposo curriculum.
Bisogna giustamente evidenziare, però, che il materiale di partenza era buono: lo show, infatti, prende vita dalle pagine di cinque romanzi dello scrittore romano Antonio Manzini. La serie di romanzi racconta le peripezie del vicequestore Schiavone, catapultato tra la neve della Val d'Aosta dopo alcuni eventi avvenuti nella capitale.

Proprio sulla neve di Aosta ha inizio l'adattamento televisivo in questione. Pista nera, il primo episodio, introduce gradualmente il protagonista soprattutto grazie ai suoi legami con i diversi personaggi della storia. C'è Marina, una splendida Isabella Ragonese, donna eterea e delicata capace di far emergere il lato emotivo di Rocco. C'è il dottor Fumagalli, che con gli scambi di battute e gli scherzi mostra gli aspetti più spensierati del carattere del protagonista, che cerca risposte alle indagini associando tutte le persone che incontra a strane specie animali. Ci sono il tenero Italo, la determinata Caterina e gli imbranati Deruta e D'intino, l'affiatata squadra investigativa che affianca Schiavone rimanendo spesso vittima dei suoi modi burberi.


Pur mantenendo una struttura tradizione ed un'atmosfera tipicamente italiana, questa serie targata misteriosamente Rai riesce a sprigionare quell'affascinante scintilla in più che spesso manca alla maggior parte dei titoli in circolazione. Ha i suoi alti e bassi, ha le sue imperfezioni ma in tutto questo, in questo suo ricordarsi di essere frutto di penna e regia italiana, colpisce nel segno risultando, senza troppe ambizioni, uno dei migliori show dell'anno permettendosi di competere non solo in patria.

Voto prima stagione: 8+


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