domenica 13 novembre 2016

SerialTeller #45 - I Medici in famiglia [I Medici st. 1]

Buon weekend amici di Stories!

L'autunno 2016 ci sta regalando numerosissimi nuovi prodotti telefilmici. Nell'odierna puntata di SerialTeller vi parlo proprio di una serie che ha fatto parecchio discutere...


Atteso, lodato a priori come la grande rivoluzione per le serie tv italiane, seguito con ansia, criticato senza pietà sui social di tutta Italia. Non si può certo dire che I Medici sia passato inosservato: all'esordio ha superato ogni record di share facendo urlare al miracolo e dividendo nettamente in due il pubblico di spettatori. Bisogna subito dire che è difficile parlare lucidamente di questa serie, considerato anche il fatto che ormai tutti ne hanno parlato in tutte le salse esplorando in maniere più che dettagliate le ragioni del successo/fallimento del prodotto. Quindi in queste poche righe mi limiterò a mettere bit su bit i miei modesti pensieri un po' confusi a proposito della famiglia Medici e compagnia bella.

Titolo: I Medici
Lingua originale: inglese
Genere: drammatico, storico
Stagione: 1
Ho passato buona parte della visione a corrugare la fronte. Certo, questo mio gesto sarebbe più comprensibile davanti ad una serie splendidamente concepita come Westworld e che, giunta a metà della sua prima stagione, riesce ancora a rimanere criptica. La verità è che le mie aspettative per I Medici erano talmente alte che, in tutti i modi, ho cercato di trovare un particolare, un semplice dettaglio capace di farmi pensare "ecco, questo è quello che stavo aspettando!". E' stata una difficile impresa sin dal pilot. La presenza di Dustin Hoffman è stata a lungo ricordata nelle numerose promozioni su giornali, siti web e pubblicità. Il risultato: con aria piuttosto svogliata ed annoiata, l'attore due volte premio Oscar nell'arco di otto puntate probabilmente ha totalizzato la misera cifra di un quarto d'ora in scena. Il più atteso, però, era Richard Madden, alla ricerca di un nuovo importante ruolo da protagonista sul piccolo schermo dopo aver conquistato tragicamente il cuore di milioni di fan di Game of Thrones. Lo scozzese è l'interprete di Cosimo de' Medici ed è anche l'unico vero motivo per cui la serie ha avuto un buon seguito e, probabilmente, si è assicurata almeno una seconda stagione.

Ahimè, per quanto non possa dirmi immune al suo fascino, non ho apprezzato la prova di Madden, troppo anonimo, troppo 'rigido'. Un vero peccato, visto che, a mio parere, aveva tutte le carte in regola per creare un personaggio incisivo e memorabile. Penso, però, che il vero 'crimine' commesso da questa serie sia stato quello di non osare, di affidarsi a formule già viste e collaudate. Se nei primi due episodi si può, approssimativamente, apprezzare una struttura narrativa condita da flashback, nelle puntate seguenti scompaiono misteriosamente i salti temporali favorendo un racconto lineare che, però, in parecchi passaggi sembra prendere la tangente sonnolenta. Mi ha infastidito anche la scelta di mettere nella storia un'incredibile quantità di personaggi senza saperla minimamente gestire e, ancora peggio, senza dare segno di preoccuparsene. Troppe figure sono state inserite accidentalmente nel corso del racconto e non sono state degnate del minimo approfondimento e, alla conclusione, alcuni personaggi principali, privi di un solido background, appaiono assurdi per le loro azioni apparentemente ingiustificate.


Cavolo, qui si parla sempre e solo del brutto. Sì, anche I Medici hanno dei punti positivi. In questo caso non si può non citare Annabel Scholey - semisconosciuta in Italia - che, zitta zitta, ha conquistato un ruolo di tutto rispetto nella serie, confermando nuovamente il suo talento dopo l'ottima prova data in Victoria. La sua Contessina De' Bardi è il personaggio più riuscito e convincente in universo di figure sbiadite e spesso odiose.
Ho apprezzato tanto la scelta di ambientare la storia nel periodo della progettazione e costruzione della mitica cupola autoportante - vero e genuino tormentone - di un eccentrico Brunelleschi portato sullo schermo da un parzialmente rivalutato Alessandro Preziosi. Peccato che il potenziale di questo personaggio sia stato quasi del tutto ignorato.
Chissà se questi aspetti riusciranno a rilanciare in positivo la seconda stagione.

Non è da buttare, semplicemente si tratta di una serie che non aggiunge nulla di nuovo al panorama televisivo attuale. Da guardare senza grandi speranze.


Voto prima stagione: 5

2 commenti:

  1. Ciao Fede! Ho guardato questa serie e devo ammettere che non è stata male, sicuramente il cast ha giocato un ruolo chiave per me, altrimenti non so se avrei portato a termine la serie.

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    1. Vero, senza un cast con nomi importanti probabilmente l'interesse nei confronti di questa serie sarebbe stato ben più contenuto!

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