venerdì 28 ottobre 2016

"Il diritto di uccidere" di Gavin Hood

Il diritto di uccidere

Titolo: Il diritto di uccidere

Titolo originale: Eye in the Sky

Un film di Gavin Hood con Helen Mirren, Aaron Paul, Alan Rickman, Barkhad Abdi

Genere: drammatico, guerra, thriller

Durata: 102 min

Ambientazione: Kenya, Stati Uniti, Regno Unito

Anno: 2015

Voto: 4/5

4

La parola d'ordine degli ultimi anni sembra essere 'drone'. Ne esistono di tutti i tipi: da quelli giocattolo ad alcuni utilizzati per le consegne a domicilio, senza dimenticare gli aeromobili utilizzati per riprese e fotografie. Tuttavia, l'ambito in cui questi dispositivi sono impiegati maggiormente - e in cui sono riusciti svilupparsi realizzando tecnologie all'avanguardia - è quello delle operazioni militari. I droni vengono utilizzati da anni per operazioni belliche e sono ormai divenuti un'arma strategica per molti eserciti: un pilota specializzato seduto comodamente in una base militare, premendo un tasto, potrebbe togliere la vita a decine di persone in una missione che ha luogo dall'altra parte del mondo.

Quest'ultima situazione comporta diverse riflessioni di vario genere. Non si tratta semplicemente di politica, guerra o potere ma di ciò che significa e comporta essere umani. E' chiaro sin dal principio che non si tratta di un argomento da affrontare con leggerezza. Per questo motivo la sfida di Il diritto di uccidere è decisamente difficile e pericolosa. Il film porta alla luce del riflettore tutti i meccanismi nascosti di un'operazione in Kenya finalizzata alla cattura/eliminazione di un gruppo di terroristi che stanno pianificando un attentato. Le postazioni in cui si trovano i ricercati sono monitorate da droni che raccolgono preziose informazioni utili al coordinamento della missione. Una serie di eventi impone un cambiamento: serve un intervento con un drone che neutralizzi con un esplosivi l'abitazione in cui si trovano i terroristi. A pochi metri dall'obiettivo, però, una bambina innocente cerca di vendere del pane.

Una scena del film


Non è più un gioco, un semplice oggetto volante da pilotare. In realtà non è mai stato un gioco ma una serie di sequenze precise, situazioni studiate nel dettaglio che, però, davanti all'imprevedibilità della vita smette di funzionare: a questo punto deve intervenire con scelte difficili sotto ogni punto di vista l'uomo con le sue responsabilità. Con una sceneggiatura pulita, lineare ma incalzante, la pellicola di Gavin Hood riesce a portare sul grande schermo una tematica complessa senza risultare banale. Il cast stellare - da una determinata Helen Mirren ad un convincente Aaron Paul, senza dimenticare l'ultima brillante interpretazione del compianto Alan Rickman - incarna ogni tipologia di atteggiamento, unendo le comprensibili e possibili reazioni di fronte ad un problema di tali dimensioni. Il film sorprende: anche lo spettatore più scettico, entrato in sala con la convinzione di assistere ad un thrillerino svogliato e superficiale, cambierà idea riconoscendo il valore di questo titolo.


Fede Stories.

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