sabato 13 agosto 2016

"The Legend of Tarzan" di David Yates


Titolo: The Legend of Tarzan

Un film di David Yates con Alexander Skarsgaard, Samuel L. Jackson, Margot Robbie, Christoph Waltz, Djimon Hounsoun

Genere: avventura, drammatico

Durata: 110 min

Ambientazione: Congo

Anno: 2016

Voto: 3/5


Credevo peggio. Ero molto scettica prima di entrare in sala. Ero pronta ad arrabbiarmi scrivendo una delle mie tanto amate recensioni cattivelle. Purtroppo non andrà così. Chiariamo subito: non siamo davanti ad un capolavoro. The Legend of Tarzan è il classico blockbuster estivo confezionato a tavolino inserendo nel cast nomi di richiamo del panorama cinematografico del momento. Difficile elencare tutto ciò che mi infastidì ai tempi dell'uscita del trailer. Il più grande peccato del film di David Yates era nell'intenzione: perché scomodare per l'ennesima volta proprio una delle figure più celebrate nella storia del grande schermo nonché protagonista di uno dei miei primi biglietti strappati in sala cinematografica con la pellicola d'animazione di fine millennio scorso. Perché dare una chance a questo titolo?


La risposta alla domanda, probabilmente, va ricercata in una strana congiunzione astrale: una giornata diversa dai canoni estivi, una scarsa offerta del cinema di fiducia - se così si può ancora chiamare - e un gruppo di amici senza meta. Insomma, non si butta via niente. Devo comunque ammettere che Alexander Skarsgard, per quanto qui estremamente deludente sotto l'aspetto recitativo, è comunque un bel vedere nei panni di Lord Greystoke, l'identità che si nasconde dietro al mito di Tarzan. Al suo fianco una Margot Robbie che non conquista ma senza dubbio regala una buona interpretazione confermandosi come una delle attrici più interessanti in circolazione. Entrambi accompagnano il pubblico nella impervia giungla del Congo piena di 'tranelli' astutamente tesi da Léon Rom, personaggio animato da un Christoph Waltz esagerato e fastidioso.

Il film, come pochi mesi fa ha fatto Il libro della giungla, affronta temi importanti come il confronto tra civiltà e l'incontro tra uomo e natura inciampando qua e là in alcune ingenuità. La visione scorre senza particolare intoppi e conduce ad un giusto finale. L'ultima fatica di David Yates non lascia un segno indelebile ma riesce comunque ad intrattenere. Ecco, forse è meglio evitare il confronto con Cuore di tenebra. Insomma, più popcorn che pretese per una storia che sembra volere tornare alle origini del personaggio.

Trailer:



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