venerdì 22 luglio 2016

SerialTeller #39 - Marvel Ending [Agent Carter st. 2]

Buongiorno carissimi lettori!

Dopo qualche giorno - diciamo anche settimana - torna la rubrica di SerialTeller, l'angolino di Stories dedicato a tutte le storie che animano il piccolo schermo.


La sessione estiva si sta per concludere. Un intero mese di relax e spensieratezza - ma... gli esami a settembre? - è alle porte. Mare, sole, tranquillità e... recuperi massicci di serie tv. Eh sì, inutile negare che, per tutti i serial-addicted, questa stagione rappresenti il periodo ideale per porre rimedio agli errori di 'programmazione' compiuti durante l'anno. E' il momento perfetto per dare un'occhiata a quella serie di cui tutti parlano così bene ma che, per un motivo o per un altro, abbiamo bellamente ignorato. Insomma, so che potete capirmi: quanti tra voi hanno arretrati telefilmici?


Titolo: Agent Carter
Genere: azione, avventura
Lingua originale: inglese
Stagione: 2
La serie tv di cui vi sto per parlare, tuttavia, non è un vero e proprio recupero. Il mio legame con Agent Carter è molto particolare. Iniziai a seguire lo show ai tempi dell'esordio statunitense, poi purtroppo, persi qualche puntata per strada, sia della prima che della seconda stagione. In seguito misi qualche pezza qua e là. Solo recentemente, però, ho dato il via ad un impegnativo quanto ambizioso progetto di recupero in sequenza, senza distrazioni né scuse. In questo modo sono riuscita a comprendere e ad apprezzare al meglio questo prodotto che, purtroppo, ha dovuto bruscamente salutare il piccolo schermo. Negli scorsi mesi, infatti, il serial che racconta le avventure di Peggy Carter è stato cancellato a causa degli ascolti poco soddisfacenti. Ahimè, che brutta notizia. Ancora non comprendo le ragioni di questa chiusura. A mio parere, questa serie rappresenta uno dei pochi prodotti Marvel capaci di distinguersi dai suoi 'simili'. Non intendo dire che, a livello qualitativo, Agent Carter sia meglio degli altri. E' innegabile, però, il fatto che la serie riesca ad avere una sua storia, una sua identità e un suo peculiare tono, pur mantenendo i giusti riferimenti al vastissimo universo Marvel. L'atmosfera, il contesto storico e le location, inoltre, non sono altro che valori aggiunti.

Nuove avventure, nuova città ma la stessa determinata Peggy Carter. Dopo aver concluso brillantemente le operazioni narrate nel corso della prima stagione, l'agente dell'SRR viene allontanata da New York per occuparsi di un nuovo misterioso caso nella esuberante Los Angeles: un ambiguo omicidio che coinvolge direttamente i laboratori di ricerca della Isodyne. Al fianco dell'agguerrita protagonista ci saranno, ancora una volta, Edwin Jarvis, Howard Stark, Daniel Sousa e tante vecchie conoscenze che avevamo amato negli episodi precedenti. Tra le new entry, senza dubbio, spicca Whitney Frost, stella di Hollywood e moglie del presidente della Isodyne, un personaggio che regala molte sorprese.


La seconda stagione di Agent Carter introduce nuovi ingredienti. La componente di fantascienza, che mancava all'appello nelle prime puntate, svolge un importante ruolo all'interno della storia aprendo anche nuove possibili strade da percorrere. Questo fattore è la grande novità della serie, forse introdotto in maniera non proprio graduale, che nelle altre sue parti rimane sulla strada percorsa in precedenza senza grandi passi falsi né significativi scossoni. Il punto forte del prodotto rimane comunque lei, Hayley Atwell che, nei panni della protagonista, dà vita ad una figura femminile forte e indipendente capace di affrontare un mondo ancora fortemente animato da pregiudizi e paure.
Per concludere, questa stagione poteva durare di meno. Il suo grande difetto è, infatti, la presenza di episodi dilungati, diluiti che, invece, potevano essere resi più solidi e frizzanti con qualche puntata in meno. Insomma: avrei preferito un formato più vicino a quello di una miniserie. Peccato per quel finale sospeso..

Mi mancheranno le bizzarrie dell'indimenticabile Jarvis, ricorderò sempre lo sguardo tenero e allo stesso tempo paradossalmente rassicurante di Daniel, i siparietti eccentrici di Howard Stark, gli stratagemmi con cui i protagonisti riescono sempre a portare alla luce del sole gli ingranaggi più nascosti di loschi e astuti traffici. Cercherò sempre, nell'universo fumettoso della casa delle idee, il volto di Peggy Carter, un personaggio unico in tale mondo.

Voto seconda stagione: 7



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