venerdì 29 aprile 2016

Teorema Catherine - John Green


Titolo: Teorema Catherine

Titolo originale: An Abundance of Katherines

Autore: John Green

Anno pubblicazione: 2006

Voto: 2/5



E' difficile e faticoso per me parlare di Teorema Catherine, un romanzo per cui nutrivo grandissime aspettative dopo aver apprezzato molto sia Colpa delle stelle che Città di carta. Questo titolo, inoltre, sembrava avere una marcia in più rispetto agli altri: l'idea di inserire nella storia un pizzico di matematica mi incuriosiva. Purtroppo non sono stata capace di apprezzarlo. La mia non è rabbia bensì dispiacere. La storia non è riuscita a coinvolgermi, non mi ha particolarmente colpito. Semplicemente, mi ha lasciato indifferente.

Non si può dire che questo libro sia scritto male. Certo, probabilmente, anzi sicuramente, non verrà mai annoverato tra i grandi capolavori del XXI secolo. La narrazione, tuttavia, procede con tranquillità ed è molto scorrevole, questo non si può negare. Diamo a John Green quel che è di John Green. La freschezza ed il tono amichevole, peculiarità della scrittura del popolare autore, sono ben riconoscibili anche in questo lavoro. A mio parere, però, è mancata la scintilla, quel passaggio brillante capace di catturarmi e di stupirmi, portandomi in un batter d'occhio al fianco di Colin, lo strambo protagonista di questa avventura.




Per buona parte della lettura - ahimè - ho avuto l'impressione di inseguire qualcosa di incredibilmente sfuggevole. Non sono riuscita ad instaurare un legame con i protagonisti della storia. Alcuni mi hanno infastidito, altri mi hanno regalato qualche momento simpatico ma nessuno è stato capace di fare breccia nel mio cuore di lettrice. Ho provato a tracciare un grafico capace di descrivere l'esperienza vissuta tra queste pagine. Sono giunta alla conclusione che una linea retta con pendenza nulla rappresenta perfettamente tutto ciò che ho provato. Identifica valori positivi dell'asse delle ordinate, generalmente garanzia di buona qualità, ma è priva di ogni tipo di turbolenza, di un massimo o di un minimo. E' fissa, prevedibile e, forse, un po' noiosa. Chissà, forse in futuro, in corrispondenza di valori x più elevati, potrebbe avere un'altra chance, una rilettura, una crescita improvvisa. Ora, purtroppo, no e questo fatto è un vero peccato.

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