martedì 26 aprile 2016

"Lui è tornato" di David Wnendt


Titolo: Lui è tornato

Titolo originale: Er ist wieder da

Un film di David Wnendt con Oliver Masucci, Fabian Busch, Katja Riemann, Christoph Maria Herbst

Genere: commedia, satirico

Durata: 116 min

Ambientazione: Germania

Anno: 2015

Voto: 4/5




Addormentarsi e risvegliarsi dopo mezzo secolo. Incredibile pensare alle infinite argomentazioni e possibilità derivanti da una premessa di questo tipo. Cosa potrebbe essere successo in tutti quegli anni 'persi' durante il sonno? Guerre, grandi scoperte, rivoluzioni, evoluzioni, numerose conquiste dell'umanità. Il mondo continua a cambiare, guarda costantemente il futuro. Il passato che ruolo gioca in tutto questo?

Quanto detto finora bastava a convincermi, a farmi cliccare play sul fedelissimo Netflix, compagno da cui non riesco più a separarmi. C'è, tuttavia, un ingrediente fondamentale che ha saputo convincermi ad affrontare la visione. Si tratta di un pizzico di assurdità mista a genialità, ciò che, potenzialmente, può rendere patetico oppure fantastico un film. Il 'risveglio' in questione non riguarda un semplice sconosciuto bensì Adolf Hitler, il Fuhrer tedesco considerato morto nel lontano 1945. Uno dei personaggi più discussi della storia viene catapultato bruscamente nel 2013: questo sicuramente suggerisce una storia piuttosto curiosa.

Tratto dall'omonimo caso editoriale firmato Timur Vermes, questa pellicola tedesca è stata una delle piacevoli sorprese cinematografiche di questo 2016. Con bravura e furbizia Lui è tornato porta sul grande schermo una vicenda surreale ed incredibile ma che trova crudelmente riscontri nell'attualità. L'assurdo viaggio per la Germania di Hitler (un pazzesco Oliver Masucci) in compagnia dello strambo giornalista Fabian (Fabian Busch) esplora il complesso universo di convinzioni, idee ed esigenze dei tedeschi - e non solo. La comparsa del protagonista suscita reazioni molto diverse tra loro: dopo un iniziale disorientamento c'è chi scatta un selfie, chi - ben pochi - si indigna, chi reagisce con ilarità e chi è attratto da un sinistro fascino.

Hitler, che viene ormai scambiato per un semplice ma talentuoso imitatore, è diventato ormai un fenomeno popolare. Tutti lo adorano, tutti lo cercano, tutti lo seguono. La sua popolarità raggiunge livelli pericolosi grazie alla conduzione di uno show televisivo dove con astuzia espone le sue idee, le terribili idee che nel passato erano alle base di uno dei periodi più bui della storia. Nessuno sembra accorgersi di quello che sta accadendo, nessuno si oppone a questa nuova avanzata a suon di tweet, video su Youtube e stati su Facebook.

Le due ore di visione ritraggono una società che si commuove davanti ad una crudeltà subita da un animale ma che non ha imparato dagli errori del passato, non sapendoli riconoscere al giorno d'oggi. Non si tratta semplicemente, infatti, di un film che immagina ciò che non può accadere: il lavoro di David Wnendt riflette con toni ironici ma taglienti su argomenti estremamente attuali. Il protagonista, in una delle scene chiave della pellicola, evidenzia che i suoi scopi sono stati evidenti sin dall'inizio, le sue idee sono state supportate e che, paradossalmente, tutti sembrano aver dimenticato, nascosto vergognosamente gli orrori del passato, negando che il presente stesso è frutto anche di quei lontani e oscuri periodi.

Una visione che costringe a pensare, ad osservare ciò che ci circonda con occhi diversi. Nonostante il finale un po' confuso, Lui è tornato è un film riuscito che non lascia indifferenti. Consigliatissimo!


Trailer:

2 commenti:

  1. Film ricco di spunti di interesse e di riflessione.
    A livello cinematografico mi aspettavo però un po' di cura maggiore. Sembra un lavoro televisivo e a tratti pare pure un servizio delle Iene...

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    1. Devo dire che per me è stato una piacevolissima sorpresa! Sì, effettivamente, sotto alcuni aspetti si poteva migliorare ma... boh, sono rimasta stupita dopo la visione e non potevo non premiarlo :D

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