mercoledì 9 marzo 2016

"The Hateful Eight" di Quentin Tarantino


Titolo: The Hateful Eight

Un film di Quentin Tarantino con Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Tim Roth, Bruce Dern

Genere: western, giallo, thriller

Durata: 167 min

Ambientazione: Wyoming

Anno: 2015

Valutazione: 3,5/5



Sto per confessare qualcosa di tremendamente sconvolgente, un segreto oscuro che non vi ho ancora svelato. Questa potrebbe essere la perfetta apertura di un trailer di un improbabile film intitolato The Hateful Nine. Probabilmente non si tratterebbe di un film di Tarantino. Perché? Perché la verità è che la sottoscritta non ha mai considerato questo regista. So che questa affermazione è una calamita d'odio senza pari. Per anni ho calpestato sale cinematografiche fiera ed orgogliosa della mia completa ignoranza in campo tarantiniano. Con questo atteggiamento ho anche spudoratamente spento moltissime conversazioni con amici appassionati del regista di Knoxville, nascondendo astutamente le mie mancanze: mai in passato sono giunta al termine di un film del povero Quentin.




Mi arrendo. The Hateful Eight rappresenta un passo importante per me. Sono riuscita a superare i miei - parecchi - pregiudizi e ho affrontato questa visione. Nessuna aspettativa, nessuna attesa. Ironico pensare che, in alcune recensioni lette sul web, la tiepida accoglienza riservata all'uscita dell'ultimo lavoro di Tarantino è stata attribuita alle alte aspettative. Non credo si sia trattato di questo. L'essenza di questa pellicola, a mio parere, è la sua struttura: o piace o non piace. L'impostazione teatrale, la netta separazione tra prima e seconda parte e l'introduzione piuttosto 'parlata' dei personaggi non ha convinto tutti. A mio parere, invece, questi tre fattori sono interessanti e anche abbastanza accattivanti. Da appassionata di Agatha Christie, non ho certo ignorato, soprattutto nella seconda parte, le diverse somiglianze con il capolavoro della letteratura gialla Dieci piccoli indiani: una decina di personaggi, un luogo isolato dal resto della civiltà, un enigma a scatola chiusa.

Assolute protagoniste del film sono parole. Parole, parole ed ancora parole che formano dialoghi, veri motori dell'azione per la prima ora di visione ma anche rimandi politici e storici che caratterizzano soprattutto il personaggio del Maggiore Warren.Conversazioni che superano i personaggi stessi, gli odiosi otto, alcuni dei quali, a mio parere, sono ben poco considerati, quasi abbozzati. Un esempio? Tim Roth e Michael Madsen, troppo troppo spaesati. Gli altri protagonisti rimangono tuttavia molto interessanti. Buoni si confondono con cattivi? Andrebbero ridefinite le parole buono e cattivo. Ci sono bugie, storie inventate, racconti senza possibili riscontri nella realtà. Tutto questo si intreccia e si fa fatica ad affezionarsi ad uno specifico e singolo personaggio. Personalmente non ho particolarmente apprezzato il cambio rapido della parte finale, in cui sembra essere inspiegabilmente concentrato tutto quello che in precedenza era stato accuratamente dosato. Geniale, nonostante tutto, l'utilizzo della lettera di Lincoln.




Trailer:



4 commenti:

  1. Ciao! Sono d'accordo con il tuo pensiero e sicuramente è un film di cui ci si innamora o si odia. Nulla da dire sulle grandi interpretazioni e sulla trama ben definita, ma anche se per alcuni versi l'ho trovato geniale, per altri non mi sono particolarmente sentita coinvolta dalla trama...

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    1. Ho apprezzato molto, veramente molto, Samuel L. Jackson e Kurt Russell. Quest'ultimo mi ha anche piacevolmente stupito considerato che in passato non l'ho mai apprezzato!

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  2. Io sono una che Tarantino lo adora, ma non per questo mi sento di dove giudicare una persona a cui non piace o che non lo conosce, ognuno di noi è "ignorante" (nel senso buono) in qualcosa.
    Io ad esempio per anni non ho preso in considerazione Woody Allen un po' per pigrizia e un po' per mancanza di stimoli, e da poco ho iniziato a studiarlo e apprezzarlo.
    Tarantino, ancora di più, è difficile da digerire, e per essere la prima volta che vedi un suo film hai avuto una reazione decisamente oggettiva di cui non tutti sono stati capaci.

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    1. Ho cercato da subito di liberare la mente da ogni pregiudizio! Posso dire che, senza dubbio, prossimamente recupererò qualche titolo di Tarantino per comprendere meglio questo regista :)

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