martedì 29 marzo 2016

Beethoven's Silence - Sonia Paolini



Titolo:  Beethoven's Silence - Io sono Irina e sono Elise

Autore: Sonia Paolini

Data pubblicazione: 13 gennaio 2016

Voto: 3/5



Due protagonisti, due pazienti, due persone con un difficile vissuto. I problemi e le complicazioni sono ancora numerose, non basta il lento scorrere del tempo per coprire le cicatrici. Per volere degli psicologi che si occupano dei loro casi, le strade di Irina e di Philippe si incrociano cambiando definitivamente percorso. Inaspettatamente i due scoprono di essere uniti anche da una grande passione, quella per la musica classica.

Le tematiche affrontate dall'autrice sono numerose e evidentemente delicate. Non è facile riuscire a trattare argomenti complessi ed attuali come la violenza sulle donne. La giovane protagonista, infatti, deve costantemente fare i conti con un passato crudele che tuttora la perseguita. In tenera età ha subito violenze e ha visto morire i suoi genitori. Con il passare degli anni, purtroppo, la vita di Irina non è migliorata e difficilmente ha conosciuto attimi di felicità. La protagonista è costretta a vivere in un mondo che sembra continuamente ferirla.
Al fianco della ragazza vi è Philippe, un personaggio altrettanto complesso ed interessante. Un uomo pieno di sensi di colpa e di rimorsi, una vittima di discutibili e fatali scelte ma anche un artista che sotto una corazza di rimpianti nasconde ancora un mondo di possibilità.

Considerando l'idea di partenza, non stupisce il fatto che nel romanzo sia predominante la componente psicologica, vero motore dell'azione grazie anche alla presenza della dottoressa Jean, l'unico vero sostegno per Irina. Questa scelta narrativa è un'arma a doppio taglio. I personaggi vengono approfonditi accuratamente, rendendo così reali le loro emozioni, le loro angosce. Purtroppo, però, a tratti la storia procede con ritmi molto lenti, soprattutto nella parte iniziale introduttiva, rendendo la lettura leggermente faticosa.

L'importante pregio di Beethoven's Silence è, quindi, quello di riuscire a raccontare una triste vicenda con risvolti ricchi di problematiche di attualità senza risultare banale e superficiale. Un'originale riflessione sul significato della vita ma anche sulla capacità di relazionarsi con gli altri, aprendosi con speranza ai cambiamenti.




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