venerdì 12 febbraio 2016

"The End of the Tour" di James Ponsoldt


Titolo: The End of the Tour

Un film di James Ponsoldt con Jason Segel, Jesse Eisenberg, Mamie Gummer

Genere: drammatico, biografico

Durata: 106 min

Ambientazione: Stati Uniti

Anno: 2015

Voto: 4,5/5


Quando questo titolo debuttò al Sundance Festival lo scorso anno, subito si accese la mia curiosità. Qualche anno fa, per caso, mentre cercavo letture a sfondo tennistico ho incontrato David Foster Wallace. Il nome non mi diceva assolutamente niente. Leggendo qualche recensione qui e là capii che si trattava di un autore insolito che aveva - ed ha - moltissimi lettori affezionati. Iniziai con Roger Federer come esperienza religiosa, un semplice ma strepitoso assaggio della scrittura di Foster Walalce. Stregata, mi informai maggiormente sull'autore e sui suoi lavori, venni a conoscenza della sua storia e recuperai Una cosa divertente che non farò mai più, una lettura che si è rivelata una conferma e allo stesso tempo una sorpresa. Proprio come questa visione.


Sapevo che The End of the Tour non mi avrebbe deluso. L'unico rischio era quindi quello di confermare semplicemente le aspettative. Questo non è accaduto. Ripercorrendo i cinque giorni del 1996 durante i quali il giornalista di Rolling Stones, David Lipsky (Jesse Eisenberg) ha intervistato David Foster Wallace (Jason Segel), autore di Infinite Jest, vero e proprio fenomeno editoriale. David contro David, due mondi completamente diversi che si incontrano, si ammirano a vicenda, si osservano e a volte si scontrano violentemente. Non si tratta di un biopic tradizionale, come si potrebbe pensare inizialmente. Il pregio di questa pellicola è proprio quello di raccontare con semplicità, senza troppi toni solenni, né filtri o omissioni.

Credo che questa ora e mezza sul grande schermo sia una delle più belle conversazioni di tutti i tempi. E' meraviglioso osservare come i due protagonisti siano riusciti a non cadere nel banale o nel noioso, sorprendendo ed intrattenendo anche con significativi silenzi. Molte parole, sì, ma anche silenzi e occhiate.
Non si potranno mai conoscere veramente i pensieri di David Foster Wallace, non si riuscirà mai completamente a comprendere questa personalità, ciò che però è certo è che questo autore ha regalato veri e propri capolavori. E' quindi comprensibile quell'incertezza, quell'interrogativo sospeso che accompagna il malinconico ballo solitario dello scrittore. Una scena importante, giusta.

Senza dubbio da non perdere!





Trailer:



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