giovedì 1 ottobre 2015

Underworld - Don DeLillo























Titolo: Underworld

Autore: Don DeLillo

Data pubblicazione: 1997 

Voto: 4,5/5




La palla era color seppia intenso, impastata di terra, erba e generazioni di sudore - era vecchia, sbattuta, pesta, intrisa di tabacco e macchiata dal tempo e dalle vite che aveva alle spalle, chiazzata dalle intemperie e personalizzata come una casa in riva al mare.



Volete sapere di cosa parlare Underworld? Domanda interessante: onestamente non lo so nemmeno io. Non l'ho capito fino a quando ho sfogliato le pagine conclusive e nemmeno ora tutto appare ben chiaro e comprensibile. Bene, penserete che ho odiato questa lettura, che l'ho detestata con tutto il cuore. Ora vi stupirò. Nonostante quanto vi ho riferito in precedenza, ho adorato Don DeLillo e il suo romanzo pubblicato nell'ormai lontanissimo 1997.

Quando mi avventurai in libreria ed acquistai questo libro, non avevo la più pallida idea di cosa mi aspettasse. Sapevo che la storia aveva a che fare con una pallina da baseball, un oggetto che 'narra' decenni di storia americana e decine di vite umane. Idea geniale ed insolita, non credete? Tuffarsi tra le pagine di Underworld diventò una necessità. La lettrice che è in me - ultimamente troppo abituata a semplicità e relax - subito si scontrò con una strana struttura narrativa: il libro è suddiviso in diversi capitoli che ripercorrono la storia degli Stati Uniti dal secondo Dopoguerra all'inizio degli Novanta. Ogni anno, periodo diventa un tassello di un puzzle che non rispetta un preciso ordine cronologico.


Non è un libro da affrontare con leggerezza. Non si tratta della sua lunghezza ma del suo stile: complesso, avvolgente e dai mille ritmi. DeLillo intreccia pensieri, emozioni, paure e fissazioni del popolo a stelle e strisce con una bravura mostruosa. Impossibile rimanere indifferenti. Una lettura che non lascia spazio ad esitazioni e che pretende esclusiva attenzione. Inutile soffermarsi a riflettere sul significato: il messaggio cifrato ed abilmente frammentato si rivelerà solo quando sarà giunto il momento prestabilito. Underworld non si legge ma si ascolta. Il lettore viene continuamente travolto, confuso, stordito e sconvolto da salti temporali e tagli improvvisi.

Grazie ad innumerevoli particolarità, il romanzo riesce ad approfondire moltissime tematiche. Seguendo il percorso della pallina tra le mani dei suoi possessori - dal giovane Cotter, che nel 1951 la agguanta ad un incontro tra Giants e i Dodgers, a Nick Shay, imprenditore nel campo dei rifiuti - si ricostruisce un quadro in cui fatti e personaggi storici incontrano figure nate dalla penna dello scrittore americano ma non per questo meno reali. Sport, cinema, arte si fondono con rapporti familiari, relazioni sentimentali, test atomici da Guerra Fredda, presunti complotti e rifiuti di continui consumi. Rifiuti che si accumulano e non possono essere rimossi completamente come ricordi di tempi e attimi consumati, divorati ma che rimangono nella memoria e pesano sul presente. Come una semplice pallina, dall'aspetto comune, un oggetto, un rifiuto che oltrepassa tempo e vite portando con sè storie e racconti di un'America alle prese con problemi e progressi.

Consigliato, chiaramente!


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