venerdì 16 ottobre 2015

"Hugo Cabret" di Martin Scorsese


Titolo: Hugo Cabret

Titolo originale: Hugo

Un film di Martin Scorsese con Asa Butterfield, Chloe Grace Moretz, Sacha Baron Cohen, Ben Kingsley, Jude Law, Christopher Lee, Helen McCrory

Genere: fantasy, avventura

Durata: 127 min

Ambientazione: Parigi, Francia

Anno: 2011

Voto: 3,5/5


"Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo."





Amo il cinema, amo i libri ma soprattutto le storie. Storie ben raccontate, storie sconvolgenti, avvolgenti, insolite nella loro semplicità. Tuttavia, non basta avere una buona storia. Per catturare ed incantare piacevolmente lo spettatore o il lettore bisogna essere degli ottimi narratori, preparati, appassionati e molto furbi. Questi sono alcuni degli ingredienti necessari per il successo. E se vi dicessi che, spesso, nemmeno questi bastano? In realtà serve quel pizzico di genio e di follia che rende riconoscibile e, soprattutto, memorabile la storia, quel lampo che scalda il cuore e non lascia spazio ai dubbi.

Per buona parte della visione di Hugo Cabret - che ho bellamente snobbato al cinema - ho pensato di essermi avventurata in territori troppo lontani da me. Generalmente, infatti, non impazzisco per questo tipo di film. Con 'questo tipo' uso definire quel gruppo di pellicole il cui inizio sembra svelare senza tanti giri di parole svolgimento, colpi di scena - se così vogliamo continuare a chiamarli -, conclusione e morale della storia.
Mi sono persa negli anni Trenta tra i frettolosi viaggiatori della stazione di Parigi, ho conosciuto strani personaggi e ho sfiorato diverse vite per qualche decina di minuti ma solo verso la seconda metà della pellicola i diversi ingranaggi si sono inseriti nella posizione giusta ed hanno iniziato a funzionare, a mettere in moto un gigantesco meccanismo, un'enorme cinepresa che per una buona mezz'ora diventa una macchina del tempo capace di far rivivere sullo schermo le origini del cinema. Non quello della 'realtà' dei fratelli Lumière, bensì quello della fantasia, dei sogni senza limiti. E tutto questo è nato grazie al geniale Georges Méliès.

George Méliès, regista dei primi anni del Novecento e pioniere del genere fantasy, si potrebbe considerare come la chiave di lettura di quasi tutto il film, costellato da numerosi omaggi a pietre miliari della storia del cinema e da riferimenti da non sottovalutare. Méliès è il collegamento tra Hugo e suo padre, tra la sua passione per gli oggetti meccanici e le sue avventure, è il ponte tra realtà e fantasia. Proprio grazie al finale ho saputo apprezzare questo film sul racconto, sulla storia, sui sogni. Anche se gli sgargianti colori delle riprese ed alcuni personaggi secondari potrebbero risultare fastidiosi, date una possibilità a questo film, ottimo per una visione in famiglia, e lasciatevi trasportare nel tempo dalle meravigliose scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.


Buona visione!



Trailer:

2 commenti:

  1. L ho visto e mi è piaciuto moltissimo soprattutto per l ambientazione*_*

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  2. Dovrei riguardarlo ma, nonostante l'amore per il cinema che traspariva da ogni fotogramma, non mi aveva convinta molto. Preferisco tutt'altro Scorsese :)

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