sabato 6 giugno 2015

Città di carta - John Green


 




















Titolo: Città di carta

Titolo originale: Paper Towns

Autore: John Green

Anno pubblicazione: 2008

Valutazione: 5/5


"Da quassù non vedi la ruggine, la vernice scrostata, ma capisci che razza di posto è davvero. E vedi quanto è falso. Non è nemmeno di plastica, persino la plastica è più consistente. E' una città di carta.''



Sul web sale la febbre per "Città di carta", film diretto da Jake Shreier con Nat Wolff e Cara Delevingne nei panni dei protagonisti. La pellicola in uscita quest'estate è tratta dall'omonimo romanzo di uno degli autori più popolari del momento: John Green. Il 2014 è stato l'anno di Colpa delle stelle, ora è il turno di Paper Towns. Insomma, l'avanzata di questo autore non sembra trovare ostacoli.
Devo ammettere che la notizia giunta ad inizio 2014 della realizzazione dell'adattamento cinematografico mi trovò particolarmente indifferente. Ai tempi non conoscevo ancora l'universo Green. Solo dopo la lettura di un altro suo lavoro è nata un po' di curiosità che, coltivata con trailer, annunci su Twitter ed una buona dose di vagabondaggi in libreria, mi ha convinto e mi ha portato ora a parlarvene.

Inizialmente snobbavo il signor Green. Ora vi dirò qualcosa che, forse, vi farà urlare e tremare. Quando qualche mese fa iniziai a leggere qua e là articoli su questo autore, una strana convinzione ha iniziato a farsi strada nella mia testa. In maniera inconscia associavo la parola Green a Moccia. Non so perchè ma questi due cognomi sembravano quasi sinonimi. In seguito, ovviamente, mi sono ricreduta con grande soddisfazione anche grazie a questo titolo. Parliamo chiaro: Città di carta non è esattamente un titolo Moccia-friendly. Tre parole normali che insieme suonano così strane. Mi bastava questo.

Da quando ho terminato questa lettura continuo a dire a tutti quanto sia bello questo libro. Difficilmente mi espongo così tanto. Spesso definisco un romanzo come 'avvincente', 'convincente', 'accattivante', 'interessante' e molti altri termine della famiglia -ente che solitamente vengono maltratti da quella categoria di lettori che, come me, cercano sempre il pelo nell'uovo. Ora scrivo che Città di carta è bello. Aggettivo sfruttato, banale, sminuito che sovrappopola il web: credo che esso debba ritrovare il suo giusto ruolo, il suo 'onore'. Ogni bello, inoltre, ha la sua sfumatura. Bello per me significa tutti gli - ente sopracitati più uno. Significa trovare tutti gli ingredienti che mi incuriosiscono della lettura e mescolarli insieme nelle giuste dosi. Significa riconoscere nel libro ciò che cerco - che solitamente in principio non è ben chiaro. In questa lettura, grazie ai personaggi di Quentin e Margo, ho trovato ironia, simpatia, grande preparazione, emozioni, un pizzico di avventura ed infine un contorno di sorpresa, di quel non-so-che-aspettarmi. 

Quentin e Margo sono vicini di casa. Entrambi frequentano l'ultimo anno di scuola e sono legati da un ricordo traumatico dell'infanzia. I giorni che li separano dall'università, dall'età adulta sono sempre di meno. Una notte il ragazzo, voce narrante dell'intero romanzo, viene bruscamente risvegliato da Margo, la Margo Roth Spiegelman che ammira da anni, che con il suo carattere burrascoso incanta ed affascina. Questo è l'inizio di una memorabile avventura che culminerà il giorno successivo con la scomparsa della ragazza. Tutto viene messo in discussione. La felice routine di Quentin 'Q' sarà messa duramente alla prova. Le amicizie, le paure, i dubbi e le convinzioni sono giunte ad un punto di svolta, una tappa fondamentale della crescita. 

Veramente una persona rappresenta ciò che si è sempre immaginato? Per buona parte della lettura, dopo l'irruente ingresso nella storia, Margo è un personaggio sfuggevole, misterioso, complicato e difficile da comprendere. Prima era semplicemente la ragazza più popolare della scuola e nessuno si era mai chiesto quali fossero i suoi interessi: la sua vita doveva essere perfetta come la sua immagine richedeva. Chi avrebbe mai immaginato che tra le sue letture ci fosse Walt Whitman? Gli amici con la sua scomparsa comprendono che, forse, nessuno la conosceva veramente bene. Nemmeno i suoi genitori così disinteressati. Molti tra i conoscenti pensano che questa sua mossa sia l'ennesimo 'colpo di testa' della giovane che viene presto dimenticato, circondato dal turbinio di emozioni e dalla frenesia degli ultimi giorni di spensieratezza adolescenziale. Feste, riflessioni solitarie, decisioni, incertezze ed un viaggio finale che sarà decisivo.

Non un semplice libro da adolescenti. Un romanzo perfetto per la prossima stagione che con ironia e simpatia tocca diversi temi e cita sorprendentemente anche opere entrate nella storia a stelle e strisce.

-[ Fede



3 commenti:

  1. Questo mi manca, devo recuperarlo al più presto! Ho appena finito Cercando Alaska e, nonostante mi sia piaciuto, l'ho trovato un po' insipido rispetto a Colpa delle Stelle :)

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    1. Non ho ancora letto Cercando Alaska. In molti mi hanno detto che quello è il 'meno Green' D:

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  2. Questo mi manca, devo recuperarlo al più presto! Ho appena finito Cercando Alaska e, nonostante mi sia piaciuto, l'ho trovato un po' insipido rispetto a Colpa delle Stelle :)

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