domenica 17 maggio 2015

SerialTeller #13 - Gotham is no place for Caspiterina! (Gotham St.1)

Buonasera carissimi lettori!

Come? Vi state chiedendo se questo post è pura immaginazione? No, sono veramente tornata a scrivere sul blog. Purtroppo negli ultimi giorni ho avuto qualche problema di salute unito ad impegni scolastici, un mix esplosivo e letale che ha inevitabilmente compromesso la mia presenza su Stories.
Ma sono tornata, proprio come la rubrica SerialTeller!


E' tempo di finali di stagione. Su facebook, su twitter non si parla d'altro. Poco tempo fa ho avuto l'opportunità di parlarvi di una serie che ho conosciuto grazie ad alcune amiche e che mi ha appassionato sin dal primo episodio, How To Get Away With Murder. Questa volta, invece, vi parlo della prima stagione di uno dei prodotti televisivi più attesi dello scorso autunno, Gotham.

Titolo: Gotham
Genere: azione, crimine, thriller
Lingua originale: inglese
Stagioni: 1

Ho scoperto recentemente Batman grazie alla trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e me ne sono follemente innamorata. In realtà l'ho riscoperto. Come molti miei coetanei - credo - in qualche pomeriggio ozioso delle elementari mi sono imbattuta nei primi adattamenti cinematografici delle avventure di uno dei supereroi più interessanti di sempre. Tuttavia, non mi convinsero, non lasciarono il segno e mi lasciarono fuggire verso destinazioni Marvel più ammiccanti (vedi Spider-Man). Con Christian Bale nei panni di Bruce Wayne ho rivalutato il mondo di Gotham City e ne ho compreso le mille potenzialità. Insomma, quante strade ed intrecci diversi potrebbero esserci in questa città? E se tutto avesse luogo ai tempi dell'omicidio dei coniugi Wayne? Le pedine del gioco narrativo sono moltissime: Bruce Wayne, il fedele maggiordomo Alfred, Pinguino, Fish Mooney, Falcone, Maroni, Harvey Bullock e soprattutto Jim Gordon, il giovane detective votato alla giustizia chiamato a mettere ordine nella città.


Questa rubrica è nata proprio con il pilot di questa serie. Si potrebbe dire che è cresciuta con essa, puntata dopo puntata per poi prendersi una pausa. Da Gotham, ovviamente, non da altre serie. Perchè? L'ultimo prodotto di Bruno Heller, a mio parere, ha attraversato una crisi che, in altri casi, mi avrebbe convinto ad abbandonarla definitivamente. A circa metà stagione sembrava essersi perso il filo del discorso quello che legava sottilmente ogni puntata e che teneva incollati allo schermo i telespettatori. Gli ascolti hanno subito un calo: brutto, bruttissimo segnale. Probabili cause? Troppi episodi. Cinque/Sei puntate in meno avrebbero facilitato la visione attirando, forse, nuovi curiosi. Qualcosa è andato evidentemente storto. La serie, dai presupposti scoppiettanti, è rimasta intrappolata nelle vendette e nelle faide delle diverse famiglie mafiose, dimenticandosi per poco il vero obiettivo. Gotham procedeva zoppicando, sorretta, per ironia della sorte, dal talento di Robin Taylor, interprete del claudicante Pinguino.





Serviva un cambiamento che, secondo me, è nato soprattutto dall'avvicinarsi del finale di stagione. Non bastavano più puntate riempitive, casi diluiti in più puntate e nuovi capricci di Don Maroni. Era necessario qualcosa di più concreto. Ecco, quindi, che iniziano a fare capolino nuove personalità destinate a segnare il cupo destino di Gotham City. Una risata che ricorda quella dell'agghiacciante Joker riecheggia al termine di un episodio che richiama anche la figura di Robin, il compagno di avventure di Batman. La vera sorpresa, o meglio, il vero enigma viene mostrato solo nelle puntate di chiusura. La trasformazione di Edward Nigma è completa ed il suo personaggio senza dubbio sarà al centro della prossima stagione.
Il gran finale, però, torna a concentrarsi sul già citato Pinguino e sulla sua ormai definitiva incoronazione a re della mafia di Gotham. Solo nell'ultima sequenza il protagonista è il motivo per cui esiste questa serie: il piccolo e non più ingenuo Bruce Wayne. La narrazione sembra aver ritrovato il giusto percorso, ritornando sui primi passi, ripercorrendoli e chiudendo il cerchio - almeno per ora!

Non posso dire di essere soddisfatta. Avevo aspettative molto alte che non sono state ripagate. L'inizio di stagione mi convinse e con il mio parere andai contro l'accoglienza generale di questa nuova serie. Certo, alcuni difetti c'erano ma non si può pretendere la perfezione, soprattutto a Gotham dove tutto è corrotto e poco chiaro, dove nessuno è ben schierato ed, inoltre, ben definito. Gordon incarna tutto questo ma non lascia il segno completamente. Ad emergere sono gli imponenti personaggi secondari dalle tinte più scure che si evolvono con l'avanzare della storia. Gotham esalta, incuriosisce, inganna, lascia dubbiosi, delude ma intrappola. Nella sua contraddizione mi ha reso dipendente ed è questo ciò che importa.
Poteva essere meglio, poteva essere peggio. Nel complesso è abbondantemente promossa con la promessa di un futuro intrigante.

Voto prima stagione: 7+

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