lunedì 30 marzo 2015

"The Divergent Series: Insurgent" di Robert Schwentke



Titolo: The Divergent Series: Insurgent
Un film di Robert Schwentke con Shailene Woodley, Theo James, Miles Teller, Kate Winslet, Octavia Spencer, Ansel Elgort
Genere: azione, fantascienza, avventura
Durata: 119 min
Ambientazione: futuro
Anno: 2015
Valutazione: 2,5/5



In passato ci sono state alcune brillanti dimostrazioni del fatto che è possibile realizzare un buon sequel, che è possibile mantenere un ottimo livello senza cadere nel banale e nello scontato. Hunger Games ne è stato una prova con il secondo film, La Ragazza di Fuoco. Non si può dire lo stesso con Insurgent, tratto dall'omonimo best-seller di Veronica Roth. Il primo film è stato abbastanza convincente ed ha conquistato buona parte del pubblico assicurandosi, così, questo seguito cinematografico. 
Alla regia, questa volta, c'è Robert Schwentke che si prende tutte le responsabilità e cerca di convincere anche i più scettici - tra cui la sottoscritta. Ce l'avrà fatta?


Ragazzi, sicuramente non si può dire che questo non sia un film d'azione. Cioè: effetti speciali da PAURA! Grattacieli supersonici, acrobazie spericolate ad altezze illegali. Altro che parkour! Certo, se tutto questo fosse reale sarebbe molto meglio. In realtà Tris (Shailene Woodley) si trova quasi sempre all'interno di simulazioni realizzate a misura di divergente dalla perfida Jeanine (Kate Winslet). Tutto questo è perfetto per un pubblico di Intrepidi del cinema, capaci di affrontare qualsiasi tipo di visione, in qualsiasi condizione climata, fisica o psicologica. Sì, perchè questa pellicola sarà una prova per tutti voi, al cui termine dovrete decidere da che parte stare. E con questo appello mi rivolgo soprattutto ai lettori, a quella rara categoria ormai specie in via d'estinzione che sa, che è a conoscenza della vera storia nascosta tra le pagine della Roth. Be brave!

Pace, amore e fratellanza. Non intendevo dire che era necessaria una ribellione di massa. Provate ad affrontare la vita come dei Pacifici o almeno come quella della loro capofazione Johanna, interpretata da Octavia Spencer. Questo è un nome importante non solo per questo gruppo dedito all'agricoltura e ingiustamente caratterizzato come una comunità hippie. Dopotutto si tratta di un'attrice premio Oscar, un'interprete da cui si aspetta molto e che merita un ruolo di rilievo, non una parte che, al contrario di quella del libro, risulta pari ad un cameo. Avvolti dallo spirito dei Pacifici, è meglio non arrabbiarsi. Esatto, rimanete calmi, sulle vostre poltroncine, come Tobias (Theo James), personaggio che dovrebbe essere centrale e rilevante ma che appare forzato, non raramente fuori luogo.


Non tutto il male vien per nuocere. Gli sceneggiatori sono stati altruisti, Abneganti e hanno voluto fare qualche regalo ai fan della saga. Sacrificando lo spazio dedicato ad ogni personaggio, sono stati inseriti personaggi che - si spera! - nel terzo e conclusivo capitolo della serie avranno un ruolo di tutto rilievo. Tra questi compaiono Uriah, il grande assente di Divergent ed Evelyn, rappresentante dei rancorosi Esclusi. 
Questa si può già, quindi, definire come una grande vittoria per il popolo dei lettori. Ma sarà bastato questo per convincere, per cancellare ogni possibile dubbio presente e futuro, consolidando così un successo mondiale su ogni fronte?


Ebbene, è giunto il momento della verità, della resa dei conti. Devo essere onesta con voi, proprio come i Candidi. Questo film non mi è piaciuto. Molti passaggi della storia sono stati sconvolti e i rimanenti hanno subito semplicemente un trattamento meno crudele. In Divergent era, inoltre, possibile conoscere i personaggi, le loro paure, il loro carattere e le loro contraddizioni. L'obiettivo dichiarato di Insurgent è quello di confondere e di stupire con grandiosi magheggi e trucchi a base di effetti speciali computerizzati che, dopo la prima mezz'ora, iniziano a stancare e a ricordare, non troppo velatamente, Inception.Tutto questo penalizza non poco l'aspetto dei personaggi, come già detto in precedenza. Tris e Four sembrano due semplici marionette in balia del vento, Caleb (Ansel Elgort) sembra sostituire la scenografia e Jeanine, a mio parere una delle creature più affascinanti dell'intera saga, appare ridicola. Chi salvare in questo mal assortito gruppo? Nel caso di Miles Teller non si può più parlare di attore-rivelazione, bensì di attore-conferma. Il suo Peter è l'unico promosso di questa spedizione.

Nonostante tutto, non mi arrendo. Voglio dare un'altra possibilità a questa serie in versione cinematografica. Voglio credere che almeno con il gran finale si possa risollevare dalle ceneri conquistandosi un buon adattamento.


-[ Fede


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