giovedì 12 febbraio 2015

Belli e Dannati - Francis Scott Fitzgerald

Buongiorno carissimi ragazzi!

Dopo qualche mese, torno a parlarvi di uno dei miei autori preferiti, di una delle penne che meglio hanno descritto un'epoca, un periodo storico con tutti suoi cambiamenti, le sue paure, le sue speranze e, soprattutto, le sue contraddizioni. Sto parlando di Francis Scott Fitzgerald, di chi sennò? Le pagine dei suoi lavori sembrano portare il lettore indietro nel tempo, letteralmente, dando nuovamente vita agli anni Venti. Come sarebbe stata l'Età del Jazz senza capolavori come Il Grande Gatsby e Tenera è la notte? Probabilmente non sarebbero stati la stessa cosa. Anzi, sicuramente non sarebbero stati i Roaring Twenties. E lo stesso trattamento sarebbe stato riservato a New York, metropoli incurante delle umili vite dei suoi abitanti, ambigua ambientazione di molti romanzi di Fitzgerald.

In passato, sul blog di Stories vi ho parlato de Il Curioso Caso di Benjamin Button, di Di qua dal paradiso e de Il Grande Gatsby, l'opera più conosciuta. 
Oggi è il turno di Belli e Dannati!



Titolo: Belli e dannati

Titolo originale: The Beautiful and Damned

Autore: Francis Scott Fitzgerald

Prima pubblicazione: 1922

Valutazione: 4/5



"Le cose belle si fanno sempre più belle fino ad un certo loro apice e poi decadono ed infine svaniscono, sfiatando ricordi mentre marciscono."



Belli e dannati. Lasciatevi travolgere dalla potenza di un semplice titolo. Tre parole che racchiudono tutte le particolarità dei primi due decenni del secolo scorso. Credo che l'importanza di un libro si deduca anche, e soprattutto, da questo. Dalla straordinaria capacità di descrivere e rievocare tra una pagina e l'altra personaggi veri, in carne ed ossa e questo non significa che debbano essere realmente esistiti. Certo, vi è sempre una forte componente autobiografica. Impossibile pensare alle manie, agli sbalzi d'umore ed agli atteggiamenti di Gloria Gilbert senza ricordare Zelda Fitzgerald. La protagonista femminile di questo romanzo è lo specchio della moglie dell'autore. 

La noia - che spesso è sinonimo di vitalità, o un suo travestimento - divenne l'inconscio movente di tutti i miei atti

Capitolo dopo capitolo, si ricostruisce la gioventù di Antony Patch, giovane circondato dagli agi e dalle comodità. Le sue giornate sono costellate da discutibili progetti letterari e saccenti conversazioni con gli amici intellettuali Maury e Dick. Il ragazzo non sembra avere particolari ambizioni o idee serie per il futuro. La sua tranquillità ed il suo tenore di vita sono garantiti dal facoltoso nonno.
La svolta alla monotonia arriva con l'incontro con l'esuberante Gloria, giovane donna affascinante e magnetica. Antony se ne innamora perdutamente e lega indissolubilmente il suo destino a quello della ragazza.

Con il matrimonio dei due protagonisti ha inizio un viaggio attraverso lo sconfinato paesaggio rappresentato dall'alba degli anni Venti, dando vita ad una storia di feste ma anche di malinconia e tristezza. La lettura regala scene memorabili e significative. Incredibile come, con brevi frasi, Fitzgerald riesca ad inquadrare perfettamente il momento e la situazione. E' stato difficile scegliere una semplice citazione per questo libro. Per questo motivo potete leggerne alcune qua e là in questo post.

Non c'è bellezza senza malinconia e non c'è malinconia senza la cognizione che tutto è destinato - uomini, nomi, libri, case - a andare in polvere..

Il romanzo si conclude con quello che si suol definire come "lieto fine". Una conclusione in netto contrasto con i vari indizi disseminati tra un capitolo e l'altro. Vi è infatti una netta divisione tra la prima parte - più introduttiva, in cui si approfondiscono i personaggi e le loro rosee visioni del futuro - e la seconda, in cui i protagonisti vengono travolti dagli avvenimenti. Il loro passato è irrimediabilmente un semplice ricordo, i loro sentimenti sono ormai completamente mutati. La tristezza, la solitudine e il rimorso prendono il sopravvento.

Nella calamità, essi erano simili a due pesci rossi in un vaso svuotato di tutta l'acqua: non potevano neanche nuotare l'uno verso l'altra.

Una lettura difficile ma sorprendente, strettamente legata al suo tempo ma anche, paradossalmente, attuale. Non credo che esista un'unica interpretazione. Ogni lettore riusci

Buona lettura :)


-[ Fede

2 commenti: