mercoledì 23 ottobre 2013

"Il nome della rosa" di Jean-Jacques Annaud


Titolo: Il nome della rosa

Un film di Jean-Jacques Annaud, con Sean Connery, F.Murray Abraham, Christian Slater.

Durata: 126 min.

Ambientazione: Italia

Anno: 1986

Valutazione: 3,5/5





La curiosità, che nasce dopo aver sentito parlare per anni di un determinato film mai visto, presto o tardi prende il sopravvento e ti incoraggia, negli uggiosi pomeriggi, a provvedere alla mancata visione. 
È questo quello che è accaduto con "Il nome della rosa", trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo pubblicato nel 1980. Inoltre, avendo letto il libro, si è interessati ad un possibile film. (fenomeno che regala gentilmente sempre amare delusioni)


L'intera vicenda è ambientata nel XIV secolo. Nella prima scena vengono presentati i protagonisti della storia: Guglielmo da Baskerville, brillante francescano, e il novizio a lui affidato, Adso da Melk. Essi sono diretti ad una abbazia situata nel Nord Italia dove si terrà un concilio riguardante la dibattuta questione della povertà di Cristo.
I due personaggi sono subito accolti da un clima di tensione: nel monastero accadono strani fatti. Inizia una catena di omicidi inspiegabile e Guglielmo è chiamato ad investigare.
Le indagini del francescano mettono, così, a nudo tutti i vizi e i peccati dei monaci che vivono nel covento all'ombra del ciclopico edificio della biblioteca, che sembra contenere tutte le risposte alle domande di Guglielmo.


Si può, tristemente, definire questa visione come una vera delusione. Nel film vengono approfonditi solamente i personaggi principali, Guglielmo e Adso, tralasciando altri (quasi a livello di comparse o totalmente assenti) che nel libro, invece, assumono ruoli chiave nella soluzione del mistero. La scarsa caratterizzazione dei personaggi favorisce, inoltre, una netta divisione tra 'buoni' e 'cattivi' sminuendo così il significato originale del romanzo. Si può capire questa scelta del regista in un'ottica cinematografica: semplificando l'aspetto filosofico e simbolico della trama, il film è reso appetibile ad un pubblico più vasto.


Altre evidenti differenze tra film e romanzo sono alcune scene che sono state inserite nel primo (i roghi e la fuga di Bernardo Gui.)


"Il nome della rosa" si rivela nel complesso un film decisamente interessante per chi non ha letto il romanzo da cui è stato tratto. Al ristretto numero di lettori del capolavoro di Eco potrebbe, al contrario, sembrare una fotocopia mal riuscita e ridotta.


Nessun commento:

Posta un commento